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Procreazione Medicalmente Assistita - GVM
  • by andrea_dicandia@yahoo.it
  • 7 Dicembre 2020
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Il Dottor Pasquale Totaro, responsabile della PMA del Poliambulatorio San Matteo di Cerignola, spiega come funzionano le procedure di PMA e quando è opportuno rivolgersi allo specialista per avere figli

In Italia sono sempre di più le coppie che ricorrono alla PMA, alla Procreazione Medicalmente Assistita, 78.366 solo nel 2017 (dati Relazione al Parlamento sulla PMA 2019).

Quest’area della medicina offre assistenza specializzata a chi ha difficoltà nell’avere figli in modo naturale. Ma quando è il momento di rivolgersi a uno specialista per diventare genitori? Lo abbiamo chiesto al Dottor Pasquale Totaro, responsabile della PMA del Poliambulatorio San Matteo di Cerignola.

Quando è il momento di contattare uno specialista?

È opportuno rivolgersi allo specialista, per accertarsi della presenza di uno o più ostacoli al concepimento, dopo circa 12 mesi di rapporti regolari e non protetti (linee guida dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità).

Il limite si riduce a 6 mesi nelle donne di età superiore ai 35 anni e in caso siano presenti fattori di rischio (precedenti interventi sugli organi pelvici, infezioni utero ovariche, endometriosi e altre patologie dell’apparato riproduttivo).

Conoscere queste tempistiche è fondamentale, in quanto una diagnosi fatta in tempo debito consente spesso di intervenire sull’infertilità con trattamenti mirati.

Gli esami per diagnosticare l’infertilità

Gli esami per valutare la funzionalità dell’apparato riproduttivo sono diversi nell’uomo e nella donna.

Nell’uomo

Spermiogramma: è il test di base per indagare sull’infertilità maschile. Dà informazioni su numero, motilità e morfologia degli spermatozoi utili per l’inseminazione e per determinare eventuali successive tecniche da impiegare.

Nella donna

  • Isterosalpingografia: è l’esame di base per la diagnosi dell’infertilità femminile. Indaga la pervietà delle tube, condizione indispensabile per il passaggio degli spermatozoi.
  • Dosaggi ormonali: forniscono informazioni sulla riserva ovarica, cioè su quanti ovociti sono ancora disponibili nell’ovaio.
  • Isteroscopia: si tratta di un’endoscopia dell’utero, utile per stabilire la presenza di patologie come miomi intracavitari, polipi endometriali, sinechie uterine, che possano impedire l’annidamento degli embrioni o compromettere l’andamento della gravidanza.
  • Ecografia transvaginale: si tratta di un’ecografia che permette di valutare la morfologia e la fisiopatologia dell’ovaio, ma anche di diagnosticare eventuali patologie uterine (come miomi intramurali e intracavitari) che potrebbero alterare il trofismo della parete e l’annidamento dell’embrione.

Se l’infertilità è causata da una patologia, come prostatiti o varicocele nell’uomo o polipi o endometriosi nella donna, è possibile intervenire, farmacologicamente o chirurgicamente, per rimuovere l’ostacolo.

Qualora questo non fosse possibile, la PMA è una valida opzione per arrivare al concepimento.

Le metodiche di PMA

In base alle cause di infertilità della coppia, si utilizzano diverse tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Per legge, queste devono essere applicate con gradualità, cominciando sempre dalle meno invasive.

  • Metodica di primo livello. Nell’inseminazione intrauterina (IUI), una procedura ambulatoriale, gli spermatozoi del partner vengono selezionati e inseriti direttamente nella cavità uterina, al fine di favorire l’incontro tra i gameti.
  • Metodica di secondo e terzo livello. Si tratta della “fecondazione in vitro”, in cui l’ovocita viene fatto fecondare in laboratorio. Due le tipologie. La FIVET (fecondazione in vitro ed embryo transfer), che consiste nel porre ovociti e spermatozoi insieme in una piastra con terreno di coltura adatto e lasciare che gli spermatozoi penetrino l’ovocita naturalmente. La ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), la microiniezione di un singolo spermatozoo all’interno dell’ovocita.

Per ulteriori informazioni, è possibile telefonare allo 0885-851369 o compilare il form di richiesta.

Le informazioni contenute nel Sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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